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Neostigmina
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La mwdqneostigmina è un farmaco mwdgparasimpaticomimetico con funzione di mwdwinibitore dell'acetilcolinesterasi reversibile.

Contents

Usi
Note

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Chimica

La neostigmina fu sintetizzata per la prima volta nel 1931 da Aeschlimann e Reinert.cite-ref-3[3] È sintetizzata a partire dal 3-dimetilamminofenolo che, fatto reagire con l'mwfwN-dimetilcarbamoil cloruro, forma il relativo dimetil-mwgacarbammato. Il prodotto è successivamente mwgqmetilato con mwggdimetilsolfato a dare la neostigmina come sale metilsolfato, approvato per uso parenterale mentre per via orale viene impiegato il bromuro.cite-ref-4[4]

Strutturalmente è un derivato di semplificazione molecolare della mwiafisostigmina, un mwiqalcaloide con la stessa attività caratterizzato da un gruppo aril-carbammato.cite-ref-foye-413-1-1[1] In particolare la distanza fra la testa ammonica quaternaria e l'estere è simile a quella di mwjgacetilcolina e fisostigmina.

Farmacocinetica

La neostigmina è priva di attività a livello mwkqcentrale in quanto avendo un atomo di azoto che forma un sale d'mwkgammonio è permanentemente mwkwcarica e non può superare la mwlabarriera emato-encefalica.

La biodisponibilità orale è bassa a causa dello scarso assorbimento a livello gastrointestinale, e pertanto quando la neostigmina è somministrata per via orale sono richieste dosi significativamente maggiori rispetto alla somministrazione parenterale (15–30mwlg mg o più per via orale contro gli 0,5-2 per via parenterale).cite-ref-5[5]

Inoltre a causa del rapido metabolismo per idrolisi del carbammato, l'emività plasmatica è breve e conseguentemente l'intervallo tra le somministrazioni è generalmente di 2-4 ore.

Farmacodinamica

La neostigmina è un inibitore reversibile dell'acetilcolinesterasi (AChE) della classe degli arilcarbammati. L'acetilcolinesterasi è l'enzima che catalizza l'mwngidrolisi del mwnwlegame mwoaestereo dell'acetilcolina a dare mwoqcolina e mwogacetato. L'inibizione dell'AChE da parte degli anticolinesterasici impedisce o riduce la degradazione dell'acetilcolina, aumentandone quindi le concentrazioni a livello mwowsinaptico. Poiché nell'ambito della trasmissione colinergica la degradazione del neurotrasmettitore è il principale meccanismo d'interruzione della trasmissione del segnale, l'inibizione dell'AChE provoca effetti di agonismo colinergico.

L'agonismo colinergico ottenuto mediante anticolinesterasici è talvolta detto indiretto in quanto non recettoriale.

In particolare la neostigmina agisce a livello del sito attivo dell'AChE dove l'idrolisi del carbammato va a mwpqtransesterificare un residuo di mwpgserina della tasca catalitica. Si ottiene così l'enzima carbammoilato dal quale la rigenerazione della forma attiva è molto più lenta (nell'ordine di grandezza dei minuti) rispetto al ritorno alla forma attiva in seguito ad acetilazione (meccanismo fisiologico che avviene in seguito all'idrolisi del legame estereo dell'acetilcolina), che richiede meno di un millisecondo.cite-ref-foye-413-1-2[1] L'acetilcolina, avendo il suo sito recettoriale occupato, non viene degradata e perciò ne vengono aumentate le concentrazioni mwqwsinaptiche. Poiché nell'ambito della trasmissione colinergica il fattore principale che determina l'interruzione del segnale non è il riassorbimento del neurotrasmettitore ma la sua degradazione ad opera dell'AChE, l'inibizione di tale enzima consente un'aumentata attività colinergica.

Usi

Viene usata abitudinariamente in mwrganestesia al termine degli interventi chirurgici per invertire gli effetti dei mwrwrilassanti neuromuscolari quali il mwsavecuronio. La neostigmina può trovare applicazioni nella mwsqritenzione urinaria post-chirurgica derivante dagli anestetici generali e per trattare la tossicità dei mwsgcurari.

Viene utilizzata come terapia palliativa nella cura della mwtaMiastenia gravis.

Un'altra indicazione per l'uso è la gestione conservativa della pseudo-ostruzione colica acuta, o mwtgsindrome di Ogilvie, in cui i pazienti ottengono una dilatazione del colon massiccia in assenza di una vera ostruzione meccanica.cite-ref-6[6]

Gli ospedali a volte somministrano una soluzione contenente neostigmina per via endovenosa per ritardare gli effetti dell'avvelenamento da morso di serpente. Alcuni risultati di ricerca promettenti sono stati riportati anche per la somministrazione nasale del farmaco come trattamento per il morso di serpente.cite-ref-7[7]

Effetti avversi

La neostigmina può indurre effetti collaterali oculari generici tra cui: mal di testa, dolore alla fronte, visione offuscata, facododesi, iniezione pericorneale, irite congestizia, varie reazioni allergiche e, raramente, distacco della retina.cite-ref-8[8]

La neostigmina causa un rallentamento della frequenza cardiaca (mwxwbradicardia); per questo motivo viene generalmente somministrato insieme a un farmaco parasimpaticolitico come mwyaatropina o mwyqglicopirrolato.cite-ref-9[9]

I sintomi gastrointestinali si verificano subito dopo l'ingestione e includono anoressia, nausea, vomito, crampi addominali e diarrea.

Note

cite-note-foye-413-11. mwcqmwcgFoye,mwcw p. 413.
cite-note-21. Sigma Aldrich; rev. del 26.07.2012 riferita al bromuro di neostigmina (CAS mwdwmweamweq114-80-7)
cite-note-33. mwfqDavid M. Whitacre, mwfgmwfwReviews of Environmental Contamination and Toxicology, Springer, 2008, p.mwga 298, mwgqISBNmwgg 978-0-387-73162-9.
cite-note-44. mwiamwiqGandG.
cite-note-55. mwjqmwjgGandG,mwjw cap. 10.
cite-note-66. mwkwNell Maloney e H. David Vargas, mwlamwlqAcute Intestinal Pseudo-Obstruction (Ogilvie's Syndrome), in mwlgClinics in Colon and Rectal Surgery, vol.mwlw 18, n.mwma 2, 2005-5, pp.mwmq 96-101, mwmgDOI:mwmw10.1055/s-2005-870890. mwnaURL consultato il 24 aprile 2020.
cite-note-77. mwoaTommaso C. Bulfone, Stephen P. Samuel e Philip E. Bickler, mwoqmwogDeveloping Small Molecule Therapeutics for the Initial and Adjunctive Treatment of Snakebite, in mwowJournal of Tropical Medicine, vol.mwpa 2018, 30 luglio 2018, mwpqDOI:mwpg10.1155/2018/4320175. mwpwURL consultato il 24 aprile 2020.
cite-note-88. mwqwmwraGilman, Goodman & Gilman 1980, p. 114..
cite-note-99. mwsamwsqGilman, Goodman & Gilman 1980, p. 109..

Bibliografia

• citerefgandg(EN) Laurence Brunton, et al., Goodman and Gilman's Manual of Pharmacology and Therapeutics, McGraw-Hill Professional, 28 settembre 2007, p. 642, DOI:10.1036/0071443436, ISBN 978-0-07-144343-2.
• citereffoyeWilliam O. Foye, Thomas L. Lemke; David A. Williams, Principi di chimica farmaceutica, 5ª ed., Padova, Piccin, maggio 2011, p. 1498, ISBN 978-88-299-2034-1.

Voci correlate

• mwuwDistigmina

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) neostigmine, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.